CASSINO

Cassino è situata a metà strada tra Roma e Napoli, nodo importante di comunicazione tra Lazio, Campania, Abruzzo e Molise. Situata ai piedi del monte che prende il suo nome, è bagnata da due fiumi: il Rapido e il Gari, il quale ha le sue sorgenti proprio nel centro della città.

Cassino ha origini antichissime, risalenti al Neolitico, chiamata in epoca romana “Casinum”, (dall’osco-umbro Cascum antico-vecchio), conserva ancora oggi la presenza di questa civiltà: è possibile ammirare un ben conservato teatro ed un anfiteatro romano; Marco Terenzio Varrone vi fece edificare la sua Villa in prossimità delle terme.

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Nel Medioevo ha legato la sua fama all’Abbazia di Montecassino che San Benedetto da Norcia edificò sulla cima del monte posto alle sue spalle, nel 529 d.C., cenacolo che divenne punto di riferimento per la conservazione della cultura per opera dei monaci amanuensi e faro di luce nell’oscurantismo del Medioevo. Nel Museo dell’Abbazia è possibile vedere il Placito Cassinese, primo documento che attesta l’uso del volgare italiano.

Casinum fu distrutta diverse volte durante le incursioni barbariche e, qualche secolo dopo la fondazione dell’Abbazia, fu ricostruita più a nord, con il nome di San Germano. Nel  1863 prese il nome di Cassino ed a quegli anni risale la costruzione della ferrovia. In epoca unitaria, Cassino fu parte della Provincia di Terra del Lavoro, nel circondario di Sora fino al 1927, quando venne fondata la provincia di Frosinone di cui fa parte ancora oggi.

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La città subì la distruzione totale sotto i più terribili bombardamenti del 1944: fu luogo strategico perché attraversata dalla linea Gustav (linea che tagliava l’Italia dal Tirreno all’Adriatico, e divideva i due fronti di guerra: da una parte i Tedeschi che controllavano le linee di accesso verso Roma, dall’altra le truppe alleate). Dal settembre 1943 al maggio 1944, le forze alleate, in marcia verso Roma, fronteggiarono, senza esito e con ingenti perdite, l’accanita resistenza tedesca posizionata sui monti retrostanti l’abbazia di Montecassino. Il monastero fu  bombardato a tappeto il 15 febbraio 1944 nella convinzione errata che ospitasse forze e comando tedeschi; un mese dopo, il 15 marzo fu bombardata la città. La totale distruzione e il numero immane di morti fece meritare a Cassino l’appellativo di “Città Martire per la Pace” e fu decorata con Medaglia d’Oro al valor Militare. Oggi la Città e il territorio ospitano i sacrari di guerra polacco, tedesco e del Commonwealth.